mercoledì 25 marzo 2020

CORONAVIRUS: PRIMI CHIARIMENTI SUL DECRETO LEGGE CURA ITALIA



CORONAVIRUS: PRIMI CHIARIMENTI SUL DECRETO LEGGE CURA ITALIA


Primi chiarimenti e alcuni brevi aggiornamenti pratici di carattere fiscale sulle norme adottate dal Governo con il Decreto Legge del 17/03/2020

L’INPS, con messaggio del 20/3/2020 n. 1288, ribadisce che l’indennità di 600 euro per commercianti, artigiani e professionisti iscritti alla gestione separata dovrà essere richiesta con domanda telematica.
Le indicazioni operative per la presentazione delle domande saranno definite in una apposita circolare di prossima pubblicazione e saranno rese disponibili entro la fine del mese di marzo. 
Ricordiamo che l'art.27 del dl.18/2020 ha previsto la corresponsione di una somma “una tantum” di euro 600,00, che non concorre alla formazione del reddito del percipiente, a favore, tra gli altri, dei seguenti soggetti:
liberi professionisti titolari di partita iva (attiva alla data del 23 febbraio 2020) non iscritti ad altre casse di previdenza obbligatoria e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (attivi alla medesima data), iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della n. 335/1995, non titolari di pensione;
soggetti iscritti alle gestioni previdenziali dei artigiani e commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
co.co.co. che svolgono attività in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche.
L’indennità non viene riconosciuta ai percettori di reddito di cittadinanza.
Risulta da chiarire la spettanza dell’indennità per gli agenti e rappresentanti di commercio tenuti al versamento dei contributi previdenziali sia presso la Gestione commercianti che presso la Fondazione Enasarco.  Per tali soggetti infatti sussisterebbe la causa di diniego a seguito della  iscrizione anche all’Enasarco.

I datori di lavoro con meno di 5 dipendenti potranno accedere alla cassa integrazione in deroga per un periodo massimo di 9 settimane e non avranno l’obbligo ci siglare un accordo con i sindacati (procedura semplificata) in quanto sarà sufficiente presentare la relativa domanda.

In allegato trovate anche un messaggio dell’INPS relativo al congedo parentale, i permessi L.104 e bonus baby sitting ( Circolare INPS Babysitting ).

Ricordiamo infine che l’art. 64 del DL 18/2020 ha introdotto la possibilità di ottenere un credito di imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro pari al 50% della spesa sostenuta

Saranno definite le disposizioni attuative entro il 16/04/2020.




CORONAVIRUS: TERZO MODELLO DI AUTOCERTIFICAZIONE



CORONAVIRUS: TERZO MODELLO DI AUTOCERTIFICAZIONE


Alla luce del DPCM 22 marzo 2020 è nuovamente cambiato il modulo per l'autocertificazione dei cittadini che devono spostarsi.
Il modulo deve essere presentato in caso di controllo e, in esso, il dichiarante deve:
indicare oltre alla residenza anche il domicilio
dichiarare di essere a conoscenza del DPCM del 22 marzo e dell'ordinanza del ministero della Salute del 20 marzo "concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone" nel territorio nazionale.
indicare da dove lo spostamento è cominciato e la destinazione.


Per scaricare il Modello, cliccate QUI.




Decreto Legge CURA ITALIA

Decreto Legge “Cura Italia”


PRINCIPALI PROVVEDIMENTI

Il Decreto Legge 17.3.2020 n.18, emanato (GU 17.3.2020) per far fronte all’emergenza da COVID-19, contiene molte norme finalizzate alla sospensione e dilazione dei pagamenti nonché al differimento degli adempimenti.
Di seguito si vuole offrire una prima e sintetica analisi delle fattispecie più rilevanti.

Trattamento ordinario di integrazione salariale
I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili al COVID-19 possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19” per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 per una durata massima di nove settimane e comunque entro il mese di agosto 2020.
La domanda deve essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Nuove disposizioni per la Cassa integrazione in deroga
Le Regioni e Province autonome, con riferimento ai datori di lavoro del settore privato per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, previo accordo che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane. Per i lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori.

Congedo ed indennità per i lavoratori dipendenti ed autonomi
Per l’anno 2020, a decorrere dal 5 marzo, è riconosciuto, per i lavoratori dipendenti e Co.Co.Co. una indennità se hanno figli con età non superiore a 12 anni oppure 16 anni.

Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa
Ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23.2.2020 ed ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla stessa data iscritti alla gestione separata INPS non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali autonome (es casse di previdenza) è erogata, dall’INPS, un’indennità di euro 600,00 per il mese di marzo.
L’indennità non viene tassata in capo al percipiente.
L’indennità non spetta per i liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza private.

Sospensione dei pagamenti per i lavoratori domestici
Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23.2.2020 al 31.5.2020. Tali pagamenti verranno effettuati entro il 10 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni e interessi.

Sospensione del pagamento dei mutui prima casa
La sospensione del pagamento dei mutui “prima casa” può essere chiesta, per un periodo di 9 mesi dal 17.3.2020, anche da lavoratori autonomi e dai liberi professionisti che autocertifichino ai sensi degli articoli 46 e 47 DPR 445/2000 di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus.

Misure a sostegno finanziario delle micro e piccole imprese
Le micro, piccole e medie imprese (con fatturato inferiore ad euro 50.000.000,00, dipendenti non superiori a 250 e attivo di bilancio non superiore ad euro 43.000.000) possono usufruire, previa comunicazione, delle seguenti agevolazioni in campo creditizio:
le aperture di credito a revoca e i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti al 29.2.2020 non possono essere revocati in tutto o in parte sino al 30.9.2020,
i prestiti non rateali con scadenza antecedente al 30.9.2020 sono prorogati senza formalità sino a tale data,
per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30.9.2020 è sospeso sino a tale data ed il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato.
La comunicazione è corredata della dichiarazione con la quale l’Impresa autocertifica ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000 di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

PROROGA DELLE SCADENZE

Sospensione dei versamenti
Le ritenute sui redditi di lavoro dipendente e sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente sono sospese, dal 2.3.2020 al 30.4.2020 per i soggetti, aventi sede in Italia, che svolgono le seguenti attività indipendentemente dall’ammontare dei ricavi dell’esercizio antecedente:
imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator
federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, nonché soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori;
soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, ivi compresi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, nonché discoteche, sale da ballo, nightclub, sale gioco e biliardi;
soggetti che gestiscono ricevitorie del lotto, lotterie, scommesse, ivi compresa la gestione di macchine e apparecchi correlati;
soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi, ivi compresi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso;
soggetti che gestiscono attività di ristorazione, gelaterie, pasticcerie, bar e pub;
soggetti che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici, nonché orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali;
soggetti che gestiscono asili nido e servizi di assistenza diurna per minori disabili, servizi educativi e scuole per l'infanzia, servizi didattici di primo e secondo grado, corsi di formazione professionale, scuole di vela, di navigazione, di volo, che rilasciano brevetti o patenti commerciali, scuole di guida professionale per autisti;
1. soggetti che svolgono attività di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili;
2. aziende termali di cui alla legge 24 ottobre 2000, n. 323, e centri per il benessere fisico;
3. soggetti che gestiscono parchi divertimento o parchi tematici;
4. soggetti che gestiscono stazioni di autobus, ferroviarie, metropolitane, marittime o aeroportuali;
5. soggetti che gestiscono servizi di trasporto merci e trasporto passeggeri terrestre, aereo, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare, ivi compresa la gestione di funicolari, funivie, cabinovie, seggiovie e ski-lift;
6. soggetti che gestiscono servizi di noleggio di mezzi di trasporto terrestre, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare;
7. soggetti che gestiscono servizi di noleggio di attrezzature sportive e ricreative ovvero di strutture e attrezzature per manifestazioni e spettacoli;
8. soggetti che svolgono attività di guida e assistenza turistica;
9. organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 iscritte negli appositi registri, alle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e alle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano di cui all'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, che esercitano, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale previste dall'articolo 5, comma 1 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n.117

Per gli stessi soggetti sono anche sospesi i versamenti dell’IVA in scadenza nel mese di marzo 2020.

Gli importi sospesi (ritenute ed IVA) verranno versati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 31.5.2020 (30.6.2020 per le federazioni sportive e gli enti assimilati di cui al punto b.) oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020.

Per i soggetti esercenti attività di impresa o arte o professione con sede in Italia con ricavi o compensi non superiori ad euro 2.000.000,00 nel periodo di imposta precedente a quello in corso al 17.3.2020 (si tratta dei ricavi, desunti dal conto economico, relativi all’esercizio 2019 per i soggetti solari ) sono sospesi i seguenti versamenti in autoliquidazione in scadenza nel periodo tra l’8.3.2020 ed il 31.3.2020:
ritenute sui redditi di lavoro dipendente ed assimilati comprese le addizionali,
IVA,
contributi previdenziali ed assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria.
Gli importi sospesi verranno versati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 31.5.2020 oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020.

Per tutti i soggetti, i versamenti relativi a:
tassa annuale per la tenuta dei libri contabili e sociali (codice tributo 7085),
ritenute d’acconto sui redditi di lavoro autonomo, mediazione ed opere dell’ingegno (codice tributo 1040),  
ritenute d’acconto sui pagamenti dei condomini (codice tributo 1019 e 1020),
ritenute d’acconto sui corrispettivi delle locazioni brevi (codice tributo 1919).
in scadenza il 16.3.2020 sono prorogati al 20.3.2020.

Per i soggetti con ricavi o compensi uguali o superiori ad euro 2.000.000,00 nel periodo di imposta precedente a quello in corso al 17.3.2020 i versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi a contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria in scadenza il 16.3.2020 sono prorogati al 20.3.2020.

Sono sospesi i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8.3.2020 al 31.5.2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi di accertamento o di addebito emessi con riferimento a tutte le entrate tributarie e non tributarie.
I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al 31.5.2020.

Il termine di pagamento della rata da rottamazione dei ruoli scaduta il 28.2.2020 è differito al 31.5.2020.

Analogamente, il termine di pagamento della rata da saldo e stralcio degli omessi versamenti in scadenza al 31.3.2020 è differito al 31.5.2020.

Non fruiscono, in base al DL 18/2020, di alcuna sospensione:
i termini di versamento delle rate da dilazione relative a cartelle o preavvisi, che di norma il contribuente domanda all’Agente della riscossione quando il credito gli è stato affidato,
gli avvisi bonari, emessi a seguito di liquidazione automatica o controllo formale della dichiarazione.
Quindi, per tali fattispecie, i pagamenti, sia di tutte le somme sia delle rate da dilazione, vanno eseguiti entro le scadenze ordinariamente previste.

Ricavi soggetti a ritenuta d’acconto
Per i soggetti esercenti attività di impresa o arte o professione con sede in Italia con ricavi o compensi non superiori ad euro 400.000,00 nel periodo di imposta precedente a quello in corso al 17.3.2020 (si tratta dei ricavi, desunti dal conto economico, relativi all’esercizio 2019 per i soggetti solari ) i ricavi e compensi percepiti tra il 17.3.2020 ed il 31.3.2020 non sono assoggettati a ritenute d’acconto a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.
I contribuenti, che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della presente disposizione e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto in un'unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Altri adempimenti tributari
Tutti gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte (comprese le addizionali regionali e comunali) quali:
registrazione dei contratti di locazione e preliminari,
presentazione delle dichiarazioni e comunicazioni fiscali quali, ad esempio, LIPE, Dichiarazione IVA, Esterometro, mod. INTRASTAT,
in scadenza tra l’8.3.2020 ed il 31.5.2020 sono sospesi sino al 31.5.2020.
Gli adempimenti saranno effettuati entro il 30.6.2020 senza applicazione di sanzioni.

Le comunicazioni relative alle dichiarazioni precompilate sono così prorogati:
31.3.2020 per le comunicazioni da parte degli enti esterni (banche, assicurazioni, enti previdenziali, amministratori di condominio, università, asili nido, veterinari, ecc.)
31.3.2020 per la trasmissione telematica Certificazione Unica all'Agenzia
5.5.2020 per la messa a disposizione della dichiarazione precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrate
30.9.2020 scade il termine di presentazione del modello 730 precompilato

Sospensione dell’attività di accertamento da parte degli enti impositori
Sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori. Sono, altresì sospesi, dall’8 marzo al 31 maggio 2020, i termini per fornire risposta alle istanze di interpello.

Premio per i lavoratori dipendenti
Ai titolari di redditi di lavoro dipendente che possiedono un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.
I datori di lavoro riconoscono, in via automatica, l’incentivo a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno compensandolo nel mod. F24.

Credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro
Allo scopo di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione è riconosciuto, per il periodo d'imposta 2020, un credito d'imposta, nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario.
Un apposito decreto ministeriale disciplinerà i criteri e le modalità di applicazione e fruizione del credito.

Credito d’imposta per botteghe e negozi
Ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto, per l’anno 2020, un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1.
Il credito di imposta non si applica alle attività rimaste aperte ai sensi dell’art.1 DM 11.3.2020 (attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità di cui all’allegato 1 al DM 11.3.2020 e servizi alla persona di cui all’allegato 2 al DM 11.3.2020).
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Incentivi fiscali per le erogazioni liberali
Per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali, in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro.
Per le erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID-19, effettuate nell’anno 2020 dai soggetti titolari di reddito d’impresa, si applica l’articolo 27 della legge 13 maggio 1999, n. 133. Ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive, le erogazioni liberali di cui al periodo precedente sono deducibili nell'esercizio in cui sono effettuate.

Stefano Spina
Dottore commercialista in Torino
Consulente fiscale FIMAA Torino
Consulente fiscale FIMAA Piemonte

lunedì 17 febbraio 2020

BONUS FACCIATE



BONUS FACCIATE: I CHIARIMENTI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 2 del 14/02/2020, ha fornito i primi chiarimenti sul “Bonus facciate”.
L’agevolazione consiste in una detrazione dall'imposta lorda pari al 90% delle spese sostenute per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati nelle zone A o B ai sensi del D.M. 2.4.1968 n. 1444.
I contribuenti che usufruiscono del bonus facciate  non possono optare per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante oppure per lo “sconto in fattura”.
Possono usufruire della detrazione tutti i soggetti passivi compresi quelli che conseguono un reddito d’impresa (società di persone e di capitali).
Per poter usufruire della detrazione i soggetti devono possedere o detenere l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo al momento dell’avvio dei lavori o, se antecedente all'avvio, a quello di sostenimento delle spese.
Può usufruire della detrazione anche il promissario acquirente dell’immobile oggetto di intervento immesso nel possesso, a condizione che sia stato stipulato un contratto preliminare di vendita dell’immobile regolarmente registrato.
La detrazione è ammessa a fronte del sostenimento delle spese relative ad interventi finalizzati al recupero o restauro della “facciata esterna”, realizzati su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali.
Sono esclusi gli interventi di:
  • costruzione dell’immobile
  • demolizione e ricostruzione, ivi compresi quelli con la stessa volumetria dell’edificio preesistente inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia” di cui all’art.3 co.1 lett. d) Dpr 6.6.2001 n.380

Sono ricompresi invece:
  • gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata;
  • gli interventi sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10 per cento dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio;
  • gli interventi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura, su balconi, ornamenti o fregi.

Gli interventi devono riguardare la facciata esterna ovvero l’involucro esterno visibile dell’edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno).
La detrazione non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.
Analogamente la detrazione non spetta per le spese sostenute per gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico,
La detrazione si riferisce alle spese sostenute nell'anno 2020 o, per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, nel periodo di imposta in corso alla data del 31.12.2020.
Per ulteriori approfondimenti si può fare riferimento alla GUIDA BONUS FACCIATE edita dall'Agenzia delle Entrate.







mercoledì 5 febbraio 2020

AGEVOLAZIONI PER L'APERTURA E L'AMPLIAMENTO DI ATTIVITA' COMMERCIALI, ARTIGIANALI E DI SERVIZI

AGEVOLAZIONI PER L'APERTURA E L'AMPLIAMENTO DI ATTIVITA'
COMMERCIALI, ARTIGIANALI E DI SERVIZI

L'art. 30 ter del Decreto Crescita 2019 ha previsto, a decorrere dall'01/01/2020, la concessione di un contributo a favore dei soggetti che procedono all’ampliamento di esercizi commerciali già esistenti o alla riapertura di esercizi chiusi da almeno 6 mesi, situati in Comuni con popolazione fino a 20.000 abitanti.
 Le ipotesi di intervento ammesse per ottenere il contributo sono le seguenti:
a) RIAPERTURA sul territorio comunale di esercizi commerciali chiusi da almeno sei mesi;
b) AMPLIAMENTO di strutture commerciali già esistenti sul territorio comunale;

c) AMPLIAMENTO con riapertura di ingressi o di vetrine su strada pubblica chiusi da almeno sei mesi.

Sono ammesse a fruire delle agevolazioni previste le iniziative finalizzate alla riapertura di esercizi operanti nei seguenti settori:

  1. Artigianato
  2. Turismo
  3. Fornitura di servizi destinati alla tutela ambientale, alla fruizione di beni culturali, al tempo libero, al commercio al dettaglio,
  4. Somministrazione di alimenti e bevande al pubblico,
  5. Commercio limitatamente a:
-Esercizi di vicinato con superficie di vendita non superiore a 150 mq nei Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti e a 250 mq nei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti
-Medie strutture con superficie superiore ai predetti limiti e fino a 1500 mq nei Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti e a 2500 mq nei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti

Sono escluse dalle agevolazioni previste dalla nuova norma le attività di:
 -Compro oro
-Sale per scommesse
-Subentri in attività già esistenti precedentemente interrotte
- Le aperture di nuove attività e le riaperture, conseguenti a cessione di un’attività preesistente da parte del medesimo soggetto che la esercitava in precedenza o, comunque, di un soggetto, anche costituito in forma societaria, che sia ad esso direttamente o indirettamente riconducibile.

Le agevolazioni previste dal presente articolo consistono nell’erogazione di contributi per l’anno nel quale avviene l’apertura o l’ampliamento degli esercizi e per i tre anni successivi.
La misura del contributo di cui al periodo precedente è rapportata alla somma dei tributi comunali ( IMU, TASI, TARI) dovuti dall’esercente e regolarmente pagati nell’anno precedente a quello nel quale è presentata la richiesta di concessione, fino al 100 per cento dell’importo.

Per usufruire dell’agevolazione i soggetti interessati devono presentare dall’01/01/2020 al 28/02/2020 di ciascun anno la richiesta, redatta in base ad apposito modello, e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti prescritti. 

Il Comune, dopo aver verificato la dichiarazione presentata e il regolare avvio e mantenimento dell’attività, determina la misura del contributo spettante.




martedì 21 gennaio 2020

NORME IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO



NORME IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO

Riassumiamo qui in breve gli adempimenti richiesti per espletare l’obbligo di adeguamento alle norme vigenti in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i..
Ad oggi le norme obbligano il Datore di Lavoro ad una serie di incombenze, differenti in relazione alla presenza o meno di lavoratori dipendenti e/o soci lavoratori ed a titolo esemplificativo si espongono di seguito alcuni degli elementi che ne fanno parte:

Documentazione obbligatoria
in caso di presenza lavoratori dipendenti e/o soci lavoratori

  • ·         Documento di Valutazione dei Rischi e valutazioni accessorie;
  • ·         Corso di formazione generale e specifica alla salute e sicurezza per i lavoratori dipendenti;
  • ·         Nomina e formazione addetto antincendio;
  • ·         Nomina e formazione addetto primo soccorso;
  • ·         Nomina e formazione Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza;
  • ·         Nomina medico competente;
  • ·         Installazione e verifiche semestrali apprestamenti antincendio;
  • ·         Cassetta di primo soccorso;
  • ·         Planimetria di emergenza;
  • ·         Cartellonistica di sicurezza all’interno di tutti gli ambienti di lavoro (riguardante il quadro elettrico, il divieto di fumo, uscite di emergenza, la cassetta di primo soccorso, estintori, ecc.);
  • ·         Certificato di agibilità dei locali di lavoro;
  • ·         Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico;
  • ·         Invio telematico all’INAIL e all’ARPA della dichiarazione della messa in servizio dell’impianto di messa a terra;
  • ·         verifica periodica dei dispositivi di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche con cadenza quinquennale ai sensi del D.P.R. 462/01;
  • ·         Dichiarazione di conformità impianto di riscaldamento;


Documentazione obbligatoria
in caso di non presenza lavoratori dipendenti e/o soci lavoratori

  • ·         Installazione e verifiche semestrali apprestamenti antincendio;
  • ·         Cassetta di primo soccorso;
  • ·         Planimetria di emergenza;
  • ·         Cartellonistica di sicurezza all’interno di tutti gli ambienti di lavoro (riguardante il quadro elettrico, il divieto di fumo, uscite di emergenza, la cassetta di primo soccorso, estintori, ecc.);
  • ·         Certificato di agibilità dei locali di lavoro;
  • ·         Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico;
  • ·         Invio telematico all’INAIL e all’ARPA della dichiarazione della messa in servizio dell’impianto di messa a terra;
  • ·         Verifica periodica dei dispositivi di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche con cadenza quinquennale ai sensi del D.P.R. 462/01;
  • ·         Dichiarazione di conformità impianto di riscaldamento;

 Ricordiamo anche che la regolarizzazione dell’impresa rispetto alla normativa non si limita al solo realizzare quanto sopra ma soprattutto ad una costante opera di manutenzione ed aggiornamento del sistema stesso.
Le competenze in materia di controlli e vigilanza presso le aziende pubbliche e private, per quanto riguarda gli aspetti relativi alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro spettano alle Aziende Sanitarie Locali, ed in particolare ai dipartimenti competenti in materia di prevenzione e protezione (SPRESAL), come definito dall’articolo 13 del D.Lgs 81/08.
La mancanza di quanto sopra descritto, genera sanzioni da parte degli organi di vigilanza, di cui sopra, in fase di visita ispettiva.






giovedì 2 gennaio 2020

GLI IMMOBILI IN ITALIA



GLI IMMOBILI IN ITALIA


E' stata da poco pubblicata la settima edizione del Rapporto "Gli Immobili in Italia" Edizione 2019, redatta dall'Agenzia delle Entrate in collaborazione con il dipartimento Finanze e Sogei.

Ecco alcune informazioni rilevanti contenute nel Report: il 75,2% delle famiglie, tre su quattro, risiede in una casa di proprietà, nel 2016 la superficie media di un’abitazione è pari a 117 mq e il suo valore medio è di circa 162 mila euro (1.385 €/mq). In generale, le abitazioni possedute da persone fisiche hanno un valore complessivo, comprese le relative pertinenze, di 5.526 miliardi di euro, mentre il valore totale del patrimonio abitativo supera i 6.000 miliardi.

Quasi il 60% dei 57 milioni di immobili di proprietà di contribuenti in Italia è utilizzato come abitazione principale o pertinenza. In base ai dati riportati nelle dichiarazioni dei redditi, infatti, circa il 34,2% degli immobili, pari a 19,5 milioni di unità, sono abitazioni principali, a cui si somma un ulteriore 23,3% relativo alle pertinenze (cantine, soffitte, box o posti auto), circa 13,3 milioni di unità. Ipotizzando che a ogni abitazione principale corrisponda un nucleo familiare, risulta che il 75,2% delle famiglie risiede in case di proprietà. Gli immobili dati in locazione sono circa 6 milioni (10%), mentre sono circa 1,2 milioni, poco più del 2% del totale, gli immobili concessi in uso gratuito a familiari o ad altri comproprietari. La distribuzione per aree territoriali vede al Sud il 53,5% del totale delle abitazioni utilizzata come abitazione principale, al Nord e al Centro la quota è più elevata, rispettivamente 56,8% e 58,5 per cento.

Per quanto riguarda il valore dello stock immobiliare in Italia, nel 2016 il valore del patrimonio abitativo ammonta complessivamente a 6.004,4 miliardi, in leggero calo rispetto al 2015 (6.096,9 miliardi) e poco meno del 50% del valore residenziale nazionale è concentrato al Nord, mentre il restante 50% è diviso tra l’area del Centro e quella del Sud e delle Isole. Il patrimonio immobiliare residenziale più consistente è in Lombardia (1.006,2 miliardi) e Lazio (761,8 miliardi).
Rispetto al valore medio, nel 2016, un’abitazione in Italia vale mediamente 162mila euro, con un valore unitario di 1.385 €/mq, in diminuzione dell’1,8% rispetto al 2015. Tra le regioni, in un quadro generale di diminuzione dei valori, fanno eccezione solo la Lombardia, in cui il valore delle case è rimasto stabile, e il Trentino-Alto Adige, unica regione a segnare un aumento del valore medio, +0,8 per cento. La superficie media di un’abitazione in Italia, calcolata come rapporto tra superficie complessiva e numero di unità abitative totali, è circa 117 mq. Le Regioni con abitazioni mediamente più grandi sono l’Umbria, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto dove la superficie media è superiore a 130 mq, mentre quelle più ridotte, sotto 100 mq, sono in Valle d’Aosta e Liguria.

Per quanto riguarda Roma, il valore complessivo delle abitazioni è pari a circa 460 miliardi. La superficie media di un’abitazione ubicata nella capitale è 103 mq, con un valore medio di circa 323mila euro (3.150 €/mq) e oltre i 740mila euro nelle zone centrali più pregiate. Circa il 71% dello stock residenziale è impiegato come abitazione principale, il 14% delle abitazioni è data in locazione, e il 2,5% viene concesso in comodato ai familiari. Superano, invece, la quota del 19% gli immobili dati in locazione a Milano e Napoli, mentre è più bassa la percentuale di case utilizzate come abitazione principale (rispettivamente il 66,1% e il 58,9%). Inoltre, a Milano il valore complessivo delle abitazioni stimato per il 2016 è pari a circa 207,4 miliardi di euro, con una superficie media per abitazione di 88 mq e un valore medio di 261mila euro (2.960 €/mq), mentre a Napoli il valore complessivo delle abitazioni è di circa 104,5 miliardi di euro.